Inclusione e accessibilità nel viaggio: 7 interventi piccoli ma intelligenti, che rendono una struttura turistica davvero accessibile.
Metti in sicurezza il “percorso principale” fino alla reception
La guida ISO 21902 insiste su un punto semplice: crea percorsi accessibili negli spazi più usati e garantisci comfort e sicurezza.
E dove ci sono dislivelli, le raccomandazioni ONU sottolineano l’uso di rampe/ascensori/sollevatori quando necessario.
In pratica, in montagna significa:
- 1 percorso “naturale” (non quello sul retro) dall’arrivo alla reception
- superfici stabili e ben mantenute (ghiaccio, neve, bagnato sono il nemico)
- un punto drop-off vicino e chiaro, senza dover “indovinare” dove entrare
- corrimano dove servono, illuminazione buona.
Se oggi l’ingresso migliore è “secondario”, rendilo ufficiale: segnalalo bene e rendilo il percorso standard.
Fai orientamento semplice: poche informazioni, giuste, sempre
L’accessibilità non è solo “barriere fisiche”: è anche capire dove andare, cosa fare, come chiedere.
Cosa funziona davvero (e costa poco):
- segnaletica essenziale (reception, ascensore/scale, servizi, ristorante, uscite)
- icone chiare + testo leggibile, evitiamo la “creatività” che confonde
- mini map in reception e nei punti chiave ad esempio: ingresso, ascensore, spazi comuni
Prepara una pagina “Accessibilità” sul sito con 10 risposte secche (parcheggio, ingresso, ascensore, bagno comune, camera accessibile, doccia, sala colazioni, navetta, animali d’assistenza, contatto diretto)
È servizio, non marketing.
Bagno comune: accessibile dove sono gli altri bagni, non “altrove”
Dove ci sono i bagni, ci devono essere anche stalli e lavabi accessibili, considerando spazi di manovra e facilità d’uso; e servono anche elementi come segnalazioni/controlli fruibili ed emergenza.
Checklist rapida:
- bagno accessibile nello stesso blocco degli altri (non in cantina o “dietro”)
- spazio di avvicinamento a wc e lavabo
rubinetti e comandi facili - segnalazioni chiare e soluzioni di emergenza/illuminazione gestite
Se oggi il bagno “c’è” ma non è fruibile, spesso bastano pochi interventi (maniglioni, disposizione, accessori, comandi) per passare da “sulla carta” a “usabile”.
Camera accessibile, anche questa è bella e centrale, non una “stanza sacrificata”
La guida per strutture ricettive collegata a ISO 21902 è chiara: applica i principi di Universal Design nella disposizione e nel funzionamento, e progetta camere accessibili piacevoli e comode, posizionandole vicino ai percorsi accessibili.
Cosa fa la differenza (anche in camere piccole):
- percorso libero (spazio vicino al letto e verso il bagno)
- comandi semplici e raggiungibili (luci, temperatura)
- informazioni chiare su cosa è davvero disponibile (doccia? maniglioni? spazio?)
Descrivi la camera accessibile con dettagli utili (non “camera per disabili”). Le persone prenotano meglio quando capiscono cosa stanno comprando.
Colazione inclusiva: accesso, autonomia, allergeni leggibili
Nella guida ISO 21902 per ospitalità e ristorazione c’è un punto spesso ignorato: informazioni sugli allergeni nei menu in formati accessibili.
E, sempre lì, l’indicazione di posizionare aree (camere e spazi di ristorazione) vicino ai percorsi accessibili, per evitare deviazioni e divagazioni inutili.
Dove buffet e sale possono essere strette:
- lascia corridoi puliti e non “riempiti” di espositori
- fai in modo che almeno una parte del buffet sia raggiungibile senza acrobazie
- prepara 1 scheda allergeni chiara, leggibile, disponibile anche su richiesta in digitale
- piccola segnaletica utile negli spazi, creativa e semplice
Una colazione accessibile non è “più roba”: è organizzazione migliore.
Prenotazione e check-in: moduli semplici
Rendere semplici i moduli di registrazione e di includere necessità di accesso o restrizioni alimentari.
Questa è una delle mosse più intelligenti perché previene problemi prima che inizino
Esempio di domanda umana, non invasiva:
“C’è qualcosa che possiamo preparare per rendere il soggiorno più comodo e sicuro?”
Esempio: campo libero con 3 opzioni spunta (mobilità, sensoriale, cognitivo) e un contatto diretto (telefono/WhatsApp).
Ti evita incomprensioni e recensioni amare.
Sicurezza inclusiva: manutenzione, segnaletica chiara e piani di evacuazione per tutti
La guida ISO 21902 per l’ospitalità indica esplicitamente di implementare piani di manutenzione, evacuazione e sicurezza.
In montagna, dove condizioni meteo e percorsi esterni cambiano rapidamente, questo è centrale.
Cosa puoi fare subito senza complicazioni:
- una procedura chiara per avvisare di neve/ghiaccio sui percorsi principali
- segnalazione immediata delle aree non praticabili
- staff che sa cosa fare se un ospite ha bisogno di tempi/assistenza specifici
- chiara collocazione di ospiti sensibili all’interno della struttura
Una mini formazione interna (30 minuti) con 5 scenari tipici (arrivo con neve, ascensore fuori uso, evacuazione, bagno non fruibile, allarme) cambia la qualità percepita più di molte opere.
Un punto di equità spesso dimenticato: il prezzo
Le raccomandazioni ONU indicano che eventuali costi di accessibilità dovrebbero stare nella manutenzione/miglioramento generale e che non dovrebbero tradursi in tariffe più alte per le persone con disabilità.
Non è solo “giusto”: è anche un segnale culturale fortissimo.
Fai una prova: ecco una Mini-checklist da usare domattina:
- Ho 1 percorso principale sicuro e chiaro fino alla reception?
- Le info essenziali sono comprensibili senza dover chiedere 3 volte?
- Il bagno comune accessibile è “dove sono gli altri” ed è davvero usabile?
- La camera accessibile è centrale, comoda e descritta bene?
- In sala colazioni autonomia + allergeni leggibili sono garantiti?
- Prenotazione e check-in raccolgono bisogni in modo semplice e rispettoso?
- Ho procedure minime per neve/ghiaccio e sicurezza per tutti?
- Esistono menù semplificati per le zone ed i servizi della struttura?
